Società del Tarabuso


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Lago di Candia

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IL LAGO DI CANDIA a cura di Giovanni Rege

Posto a ridosso della morena terminale dell'antico ghiacciaio Balteo, poco più lungo di due chilometri e largo meno di uno, il lago di Candia ha una profondità media di tre o quattro metri ed una massima di circa otto.
Le acque del lago ospitano nelle diverse stagioni molte specie dell'avifauna acquatica, respinte solo quando l'intera superficie gela a causa di inverni particolarmente freddi.
La vegetazione ripariale ricopre le sponde quasi senza soluzione di continuità, solo due aree turistiche interrompono una linea di sponda ancora apparentemente naturale; grande protagonista ne è il canneto, ambiente ricco di mistero e di biodiversità, importante dormitorio invernale per passeriformi e luogo di riproduzione di specie, legate appunto a questo tipo di vegetazione.
Il lago è alimentato da sorgenti ed ha un unico emissario che porta le acque verso nord in una grande zona paludosa ricca di canali e stagni, usata negli anni passati per la pesca e l'allevamento ittico o per l'estrazione della torba.
Già Oasi di protezione , nel '95 viene istituito su quest'area il primo Parco Naturale di interesse Provinciale, i diversi studi effettuati hanno contribuito alla conoscenza naturalistica dell'intera zona, situata nel territorio del Comune di Candia e confinante con i Comuni di Mazzè e Vische.
Comodi accessi dalle autostrade TO-MI e TO-AO o dalla bretella che le collega consentono la visita, e diversi punti di osservazione svelano i segreti del lago all'osservatore attento, essi sono dislocati principalmente nelle aree turistiche ma è possibile arrivare ai più nascosti percorrendo le stradine di campagna attorno al lago, la cartina annessa ne evidenzia alcuni.
A partire da fine marzo già è possibile incontrare i primi migratori che tornati dal continente africano, qui trovano riparo e nutrimento, i primi Forapaglie accennano le prime gracchianti note; per poi con il mese di aprile aggiugersi Cannaiole e Cannareccioni, quest'ultimo insieme alla Cannaiola Verdognola, che arriverà più tardi , andrà alla ricerca di un proprio territorio in cui nidificare. Chi avrà occasione nel mese di maggio di costeggiare il canneto in barca o dalla riva, sara accolto da svariati canti, anche il Migliarino di palude starà da tempo denunciando l'intenzione di riprodursi, ma solo i più fortunati visitatori avranno occasione di ascoltare la Salciaiola o il Forapaglie macchiettato, mentre l'Usignolo di fiume sarà sempre chiassoso ed identificabile, accompagnato dal canto di Capinere ed Usignoli. Il canneto sarà luogo di nuova vita anche per il Tarabusino e poco più in alto sugli ontani già gli Aironi rossi ed ancor prima gli Aironi cenerini avranno una prole da nutrire. Germani reali , Svassi , Folaghe e Gallinelle avranno un gran da fare, sempre sorvegliati dall'alto dal Nibbio bruno e dal Lodolaio che staranno a loro volta allevando nuovi piccoli rapaci. L'estate vedrà le creature impegnate ad attaccarne altre per sopravvivere, per arrivare al momento in cui il lago tornerà a tacere in attesa di altri visitatori portati da freddi venti , che scenderanno numerosi sullo specchio lacustre. Autunno ed inverno sono stagioni in cui le acque libere ospitano Cormorani, Anatre e Gabbiani di diverse specie, e tra le canne non è difficile l'incontro con l'elusivo Tarabuso.

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