Società del Tarabuso


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Il nostro ultimo Notiziario

UNA GITA NEL VERDON

L'idea è venuta nel luglio del 2011, quando un gruppo di impavidi birders della nostra Società effettuò un blitz in giornata sul lago francese di Sainte Croix per ammirare e immortalare la tropicale e confidentissima Sula zamperosse.
Questa zona dell'Alta Provenza, dove le limpide acque del fiume Verdon hanno scavato le gole più lunghe d'Europa, meritava senz'altro la fatica del viaggio per la bellezza dei suoi panorami e quando avvistammo, per la verità non proprio da vicino, alcuni Grifoni in volo tra le falesie a strapiombo, venne spontaneo pensare di organizzare come Società un fine settimana in questi suggestivi luoghi.
Detto fatto . Il 16 giugno di quest'anno 2 equipaggi, per un totale di 9 partecipanti, partono dal Canavese, transitano dalla Val di Susa e dal Monginevro, sostano per un caffè in quel di Briancon e poi, attraverso la Valle della Durance, raggiungono il parco Naturale del Verdon con i suoi paesaggi mozzafiato, spesso in forte contrasto tra di loro. Si passa dalla calma orizzontale delle piane ricoperte di pascoli e lavanda (che dai campi promette una fioritura molto prossima e rigogliosa) alle ripide pareti verticali delle celebri gole e ancora alle distese tranquille dei laghi.
Raggiungiamo il nostro albergo, a La Palud sur Verdon, posiamo i bagagli nelle stanze in rigoroso stile provenzale ed eccoci pronti. Percorriamo la Route des Cretes e ci fermiamo nei punti panoramici più favorevoli. Ben presto li incontriamo: maestosi e silenziosi i Grifoni lasciano le ripide pareti, si tuffano nel vuoto da una delle tante sporgenze o cavità della roccia, scivolano veloci davanti a noi e a volte lanciano sguardi curiosi e interrogativi sugli individui di questa strana specie senza ali, che armata di binocoli, cannocchiali e fotocamere segue il loro volo alla ricerca degli ampi spazi ormai perduti, della calma smarrita nella frenesia del quotidiano e di quella libertà che queste creature possenti ma leggiadre sanno evocare.
Eppure non sanno, gli Avvoltoi, quanto strana è davvero questa nostra specie, che in passato li ha denigrati, odiati, perseguitati, tanto da portarli ad estinguersi in quasi tutta Europa e che solo da alcuni decenni ha capito l'errore commesso e ha cercato di porre rimedio alla sua prepotenza ottusa reintroducendoli, per fortuna spesso con successo.
Ammirati e soddisfatti decidiamo di spostarci raggiungendo la zona del carnaio di Rugon, paese raccolto sotto ad un enorme sperone di roccia sormontato dai resti di un castello medioevale. Il posto gode di una vista spettacolare sul canyon e sulle Alpi circostanti.
Arriviamo sul bordo della falesia, là dove le pareti calcaree scendono nel precipizio; scrutiamo ansiosi il cielo e presto inquadriamo diversi Grifoni che veleggiano nel vento, sfruttando le termiche e altri che riposano al riparo delle rocce sulle cenge. Restiamo incantati ancora una volta. La fortuna ci assiste e avvistiamo anche un Capovaccaio, prima in volo e poi posato, mentre l'Avvoltoio monaco ci gioca un brutto tiro, facendosi avvistare nella mattinata di domenica 17 sul carnaio per oltre un'ora, per sparire però poco prima del nostro arrivo.
Una crepe al miele di lavanda addolcisce l'ora della partenza; il ritorno avviene transitando per la splendida piana di Valensole che ci invoglia a far ritorno nel periodo di completa fioritura della lavanda, così come la notizia di alcune coppie di Avvoltoio monaco nidificanti a Remusat ci fa pensare ad una prossima gita. Ancora una volta il fascino e la magia di questi luoghi ci invitano a tornare!
Tiziana



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